Basilica di Santa Maria del Rosario

 

Basilica di Santa Maria del Rosario

 

Dal 1506 il vescovo Nicola Estense aveva concesso ai fedeli della POLESELLA l'autorizzazione a costruire un oratorio dedicato a S. PIETRO APOSTOLO, su un pizzon del Po, accanto al Sostegno, in posizione sicura. L'edificio sacro, di discreta ampiezza, con campanile e casa canonica, era completato il 24 giugno 1509: la cura d'anime si svolgeva sotto la direzione del pievano di Santa Maria di Litiga. 

Attorno al 1510 (non è nota la data precisa) gli uomini della Polesella, che avevano costruita la chiesa, proposero a un frate Agostiniano di fermarsi tra loro, per svolgere un servizio pastorale permanente. Al primo religioso se ne aggiunge un secondo e poi un terzo e, in seguito, altri da formare un convento.

Indipendenti da ogni giurisdizione vescovile, gli Agostiniani, costruito anche il cimitero, si sostituirono in tutto e per tutto al parroco del luogo, creando confusione e litigiosità con grande sconcerto dei fedeli. 

Durante il pontificato di papa Alessandro VII, il convento fu soppresso e gli Agostiniani si ritirarono a Venezia.

I loro beni mobili e immobili, messi all'incanto in piazzetta S. Marco, furono ricomprati dagli uomini della Polesella, nell'asta del 28 maggio 1658.Dopo 14 anni di assenza, i religiosi ritornarono, accolti dalla gente con l'entusiasmo alle stelle, il 16 febbraio 1670. 

Col passare degli anni le acque del Po avevano eroso il 'pizzon' su cui posava tutto il complesso monastico, che minacciava rovina. 

Si dovette perciò ricostruire chiesa, convento e cimitero, sulla attuale piazza, ove anche ora si intravede l'abside, accanto al municipio. La chiesa imponente, con nove altari, della capacità di 1500 persone, fu inaugurata nell' ottobre del 1728.

Gli Agostiniani la godettero per poco:  partirono da Polesella nel 1760 e la chiesa fu affidata alla nuova parrocchia. Nei moti risorgimentali del 1848, per i continui spostamenti di truppe, fu convertita in caserma. 

Dopo il 1866, demaniata dal governo italiano, andarono disperse suppellettili, quadri e altari. Per ultimo venne trasformata in teatro. Un ciclone (19 luglio 1892) ridusse il complesso a poche rovine.

POLESELLA, lontana oltre un miglio dall'antica parrocchiale, posta in posizione salubre e più sicura in occasione di alluvioni, stava emergendo come punto strategico importante, per viabilità e scambi commerciali. In tutto il territorio che interessa la nostra storia si contano 700 abitanti circa; di questi 130 risultano possidenti, ma solo 12 tra essi posseggono oltre 10 campi di terra. Le case in muratura sono 22 contro le 93 totalmente di legno o canna.

In Polesella la gente si sentiva sicura. La costruzione del Sostegno, ideata da Biagio Rossetti, il sommo architetto che ha disegnato Ferrara, aveva tolto un incubo: infatti nelle piene del Po le acque, rigurgitando nella 'Fossa', creavano un grosso pericolo di alluvioni. Una chiesa, nel centro che stava crescendo, era necessaria e sentita. Se ne parla agli inizi del 1500, quando un gruppo di animosi eresse l'oratorio di S. Pietro Apostolo (1509). Il 28 novembre 1734, benedicendo la prima pietra, l'Arciprete don Domenico Cullatti si accingeva a iniziare la costruzione della Basilica della B.V. Maria del Rosario, era certamente conscio di affrontare un lavoro improbo e difficile.  

Doveva essere senz'altro di una personalità non comune, se nello spazio di 12 mesi precisi portò a termine il lavoro, con 'la generosa liberalità dei Signori parrocchiani, i quali concorsero con abbondanti limosine alla costruzione e perfezione della medesima'. Infatti il 21 novembre 1735 benediva la chiesa e inaugurava la nuova parrocchia. Perfezionata e completata nei particolari, ebbe solenne consacrazione dal vescovo diocesano Mons. Giovanni Soffietti, il 21 settembre 1740, che la decorò pure del titolo di 'Basilica'. Nel 1742 inizia anche la costruzione del campanile, che fu inaugurato nella primavera del 1746.


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